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BENVENUTI sul Litorale Jonico Cosentino

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Prodotti Tipici e Artigianato in generale


Prodotti Tipici del Litorale Jonico Cosentino

L'Olio d' Oliva

L'olio d'Oliva del Litorale Jonico Cosentino
In Calabria l'olio d' oliva è considerato uno degli ingredienti più importanti della corretta alimentazione che dà fragranza, sapore ed aroma ai piatti. Sintesi di storia e di tradizione risale all' epoca aurea della Magna Grecia. Dopo secoli di tradizione la Calabria produce olio di gran pregio.
Fra le tante varietà di olive va ricordata "La Dolce di Rossano", definita anche la rossanese. La pianta è di notevole dimensione, dal grosso portamento e frutto piccolo.
La varietà Dolce di Rossano, prende il nome dalla città di origine. Rappresenta il 90% degli uliveti presenti sul territorio, con piante secolari di oltre 800 anni.
Le piante di forma maestosa con tronchi grossi e alti sono da sole dei monumenti naturali. L' olio d'oliva extravergine del litorale dal particolare colore giallo oro con riflessi verdi, ha un alto contenuto di vitamina "E"  (tocoferoli) superiore in assoluto a quello di qualsiasi altro olio. La Vitamina "E" svolge importanti azioni biologiche quale antiossidante naturale ed il suo apporto riveste particolare importanza nei neonati, nei bambini e nelle persone anziane, poichè questi ne hanno scarse quantità depositate.
Pertanto diventa un tratto caratteristico nutrizionale rilevante l' utilizzo nella dieta giornaliera dell' olio Extravergine d'Oliva del Litorale.



Le Clementine del Litorale Jonico Cosentino

Le Clementine

Questo agrume è denominato clementina in onore al frate Clemente, direttore dell'orfanotrofio di Misserghin (Algeria) nel cui orto è stato ritrovato. Ibrido tra il mandarino "Avana" e l' arancio amaro, sembra sia stato introdotto in Italia agli anni 30. E' diffuso nei paesi del bacino mediterraneo ma nella Piana di Sibari si trovano quelli della migliore qualità.
Un frutto senza semi, facile da sbucciare, di colore arancione e di sapore dolce aromatico.
Il mandarino ha notevoli proprietà terapeutiche. Del frutto non si butta nulla: la buccia  infatti è piena di Limonane (principio antiossidante) che ha la caratteristica di ritardare l'invecchiamento della pelle, e sempre dalla buccia si estrae un olio essenziale in grado di calmare l'ansia e combattere l'insonnia e ritenzione idrica. Molto ricca di Vitamina "C", essenziale per mantenere reattivo e vigile il cervello, il mandarino è anche ricco di fibre e carotene e possiede anche molte vitamine del gruppo B e vitamina A, oltre ad una consistente percentuale di ferro, magnesio e acido folico. La polpa del mandarino (ricca di vitamina C), è utile per prevenire il raffreddore e protegge mucose e capillari, la vitamina P, invece combatte la ritenzione idrica e favorisce la diuresi; inoltre contiene calcio, potassio e fibre indispensabile per le ossa  e per l'intestino e regola la pressione arteriosa. 
Il gusto della clementina matura è un ottimo compromesso tra il dolce e l'agro; l'apporto calorico è leggermente più modesto rispetto a quello del mandarino, ma il frutto è comunque ricco di vitamine(soprattutto la vitamina C); la clementina è più succosa del mandarino ed è priva di semi. Grazie a questa qualità è un frutto molto richiesto e negli ultimi decenni sta progressivamente sostituendo il mandarino sugli scaffali dei supermercati.




Il Peperoncino


Il Peperoncino del Litorale Jonico Cosentino
IL peperoncino rosso piccante, Capsicum Annuum, nome scientifico del peperoncino, è evocatore, sia per il colore rosso, sia per il sapore piccante e bruciante degli inferi solari e purificatori. Nel Mezzogiorno d’Italia, la pianta è definita da secoli “il diavoletto, diavulill, diavolicchio”. Lo scrittore irlandese James Joyce, ghiotto di peperoncino, scrisse a proposito di questa infuocata pianta: “Dio ha creato l’alimento, il diavolo il condimento”. Il Capsicum Annuum di colore verde scuro, ancora più piccante e profumato di quello rosso, è stato soprannominato “la vendetta del diavolo”. A dispetto di quanto scritto però, si dice che il “miracoloso diavolicchio” guarì Padre Pio da Pietralcina, quando, all’età di dieci anni si ammalò.

Le sue qualità medicamentose sono molteplici: Carminativo (flatulenze), eupeptico (digestivo), afrodisiaco (aumenta il desiderio sessuale); protegge i capillari, abbassa il colesterolo, migliora l’emodinamismo, regola la pressione, ottimo per le allergie e l’asma, anticancerogeno, è diuretico, e addirittura fa smettere di fumare e aiuta gli alcolisti a smettere persino di bere, benissimo per convalescenze, tossi e bronchiti, reumatismi, lombalgie, sciatalgie, anemie, depressioni e indebolimento delle difese immunitarie. Insomma è un vero e proprio antibiotico naturale.

È la spezia più passionale di tutte le cucine del mondo, è il simbolo del vivere gioioso e, grazie alla sua forma a cornetto,  fin dall’ antichità è stato il simbolo di fortuna e abbondanza. Pertanto, attaccare alla porta di casa una ghirlanda di cornetti rossi, allontana le negatività e propizia l’abbondanza.


I Salumi D.O.P.

Nella cultura rurale della Calabria, la tradizione norcina pare risalga addirittura al periodo della Magna Grecia. La naturalezza degli ingredienti utilizzati nella varie fasi di lavorazione, la produzione artigianale e casalinga, il pieno rispetto dei tradizionali canoni della cucina tipica calabrese contraddistinguono, in maniera inequivocabile, gli ineguaiabili salumi calabresi. Terminata la preparazione di salsicce, soppressate, capicollo e pancette, come da tradizione vengono messi, per buona parte, a stagionare naturalmente, senza, cioè, l'ausilio di essiccatori meccanici o altro, o riposti in appositi contenitori di terracotta (i tarzaruli) con olio o grasso.
Le quattro D.O.P. dei salumi di Calabria realizzati con apposito disciplinare e tutelati dallo specifico consorzio di tutela sono: Salsiccia di Calabria, Soppressata di Calabria, Pancetta di Calabria, Capocollo di Calabria.


Arte e Artigianato del Litorale Jonico Cosentino


Stessi Strumenti e tecniche di secoli fa; numerosi artigiani, continuano a produrre oggetti di uso quotidiano e vere opere d'arte. Qualcuno si chiede; ma con la tecnologia di oggi con nuovi materiali e strumenti che realizzano ad esempio una pentola in 1 minuto, perchè si perde tempo a farne artigianalmente e cosi come tanti altri utensili o oggetti di valori? come anche qualcuno si chiede il motivo di tessere coperte al telaio e riuscirne a farne una in 5 o 6 mesi quando la tecnologia di oggi ti permette di produrne grosse quantità in pochi minuti? Ovviamente a costi contenuti e trovarli in tanti negozi o centri commerciali. La risposta è una sola, basta venire in Calabria sul Litorale Jonico Cosentino, in provincia di Cosenza, e guardare le opere di questi artisti artigiani per comprendere in profondità l' essenza, per capire come mai ancora oggi esistono persone che dedicano tutto il loro tempo a queste creazioni.
Ammirandole, ci si rende conto della passione e del grande amore di questi uomini e donne per la propria terra e la propria cultura, che si vede da ogni gesto compiuto con solennità secondo quanto appreso dai genitori, dai nonni e dai bisnonni di generazione in generazione.

L'arte del Telaio

lavorare al telaio è faticoso, richiede molto tempo, grande concentrazione e ottime capacità manuali. La parte della Sila Greca era famosa anche in passato per le pregiate produzioni tessili. Senz' altro uno dei paesi piu' rinomati per quest'arte è Longobucco
In epoche passate questo era il lavoro tipico delle donne, dove realizzavano le stoffe di cui avevano bisogno per i vestiti, le coperte e per il corredo delle figlie.
Ancora oggi l'utilizzo del telaio avviene principalmente in casa o in piccole botteghe artigianali, dove, seguendo gli antichi motivi ornamentali riportati sugli nziembri, una sorta di disegno-guida, sono realizzati tessuti pregiati, rispettando le tradizioni.
Girovagando per i borghi antichi del litorale, non di rado è possibile sentire i ticchettii tipici delle donne al telaio, intente a realizzare opere d'arte. Durante le feste religiose, se il turista si trova in uno di questi borghi, puo' rendersi conto di queste vere opere d'arte, ammirando appesi ai balconi, una gamma completa di tipologie di tessuti ricamati e colorati con le tinte più varie, una vera e propria mostra temporanea tra il ferro battuto delle ringhiere e le murature in blocchi di pietra e mattoni.

L'arte del Ferro

La Lavorazione del ferro ha origini antiche. Da alcuni documenti si evince infatti che, sul litorale jonico cosentino, nei secoli XIII e XIV erano presenti alcune ferriere molto attive.
Le produzione fino all'epoca barocca erano principalmente costituite da portoni, ringhiere, fioriere, e oggetti di uso quotidiano.
Il fabbro, grazie alla sua abilità ed esperienza, era in grado di creare forme complesse, leggere ed eleganti, utilizzando semplicemente un martello ed un' incudine.
Grazie al pregiato carbone di ciocco di ericia, il ferro era riscaldato nella forgia a temperature comprese tra i 750 e 900 gradi e poi battuto e modellato sull'incudine.
Era un lavoro assai faticoso, ma importantissimo, dato che il fabbro creava anche numerosi attrezzi impiegati da altri artigiani, come falegnami e muratori, e inoltre realizzava utensili per l' agricoltura e l' allevamento come zappe, picconi, forconi, ferri da cavallo, campane per le greggi, e oggetti per la casa come pentole, ciotole e posate. 
Oggi, sebbene sia un lavoro sempre meno diffuso, e ancora possibile trovare botteghe, in particolare a Pietrapaola e Corigliano Calabro, dove sapienti mani riescono a produrre oggetti che sono espressione della cultura del territorio.
Non si producono più ferri di cavallo o zappe, ma vere e proprie opere d'arte come cancellate, ringhiere, panchine e capezzali per letti, nonché piccolo oggetti come candelabri e fioriere ornamentali.


L'Arte del Legno


Il Legno è stata una delle grandi risorse del litorale jonico cosentino.
Greci e Romani sfruttarono intensamente i boschi della Sila per ricavarne principalmente legname per la costruzione e riparazione delle grandi flotte navali e per l'estrazione della Pece Bruzia, ricavata dal Pino Laricio, considerata la migliore di tutto l'Impero e per questo oggetto di rapina da parte di eserciti d' invasori.
Ancora oggi, sparse sul litorale in alcune località come Longobucco, Rossano e Bocchigliero si trovano le tracce di teleferiche e segherie: la più grande di queste è lo splendido complesso del Cupone, sul Lago Cecita accogliente centro visitatori a pochi minuti da Camigliatello Silano.
Grazie al Legno, sul litorale sono nati importanti cantieri navali, una tradizione che non si è persa, come testimonia la presenza di Maestri d' Ascia a Cariati, che utilizzando il legno locale, costruiscono barche da pesca anche di grandi dimensioni.
Fino a tutto il Medioevo, l'area era particolarmente rinomata per la presenza di numerosi artigiani falegnami, che realizzavano arredamenti sacri per chiese e conventi, come altari e statue.
Importante era anche la produzione di oggetti di uso comune, come attrezzi per l'agricoltura, scodelle, stampi per formaggi, telai, botti per il vino e mobili, nonché strumenti musicali folkloristici, come la chitarra battente, prodotta a Bisignano.
Oggi è ancora molto apprezzata la produzione delle Pipe a Mandatoriccio. L'ottima qualità dei ciocchi di erica arborea dei boschi della Sila hanno fatto si che le pipe che se ne ricavano siano tra le più ricercate a livello internazionale, veri e propri pezzi da collezione.


L'Arte della Ceramica

in preparazione


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